giovedì 12 aprile 2012

LA TAVOLA DI TRACCIAMENTO IN GRADO DI APPRENDISTA

Tavola di tracciamento in primo grado

Un interessante articolo del F.llo Jean-Michel David (in inglese) sul significato della tavola di tracciamento in grado di apprendista:

http://www.lodgeofresearch.com/papers/18_david.html

sabato 7 aprile 2012

APPRENDERE L'UMILTA'



Proponiamo una tavola intensa e sincera sul tema "Apprendere l'umiltà", tracciata in grado di Apprendista dal F.llo N.G. della R.L. Victor Hugo 1893 all'Or. di Urbino:

http://www.box.com/s/3bfef98137bab3e8d1e7

mercoledì 4 aprile 2012

"GNOSI. NOSTALGIA DELLA LUCE" DI BIONDI, BONVECCHIO, LETTIERI, RINALDI



Graziano Biondi, Claudio Bonvecchio, Gaetano Lettieri, Giancarlo Rinaldi (a cura di Piero Vitellaro Zuccarello). Gnosi, nostalgia della luce. Mimesis, 2012, (€.10,00).




Quattro saggi preziosi su un argomento affascinante come quello della Gnosi: è questo che ci offre il volume edito dalla casa editrice Mimesis - da sempre attenta a queste tematiche - e curata da Piero Vitellaro Zuccarello, con il patrocinio dei Collegia Mediolanum – Capitolium del Rito Simbolico Italiano.
Ma ciò che rende particolarmente prezioso l'agile volumetto di 84 pagine è il rigore scientifico dei quattro saggi, opera di altrettante autorità in ambito accademico: e non è poco, in un settore in cui spesso ciò che il mercato editoriale propone è confuso e superficiale.
Il primo contributo, introduttivo, è di Giancarlo Rinaldi (Università L'Orientale di Napoli) ed affronta il problema delle fonti per lo studio dello gnosticismo e, con esso, la dibattuta questione se lo gnosticismo vada considerata un'eresia nata e sviluppata in ambito cristiano o non affondi piuttosto le sue radici nel giudaismo o nelle religioni dualistiche iraniche. Certo il suo contributo, “Testi e documenti per la storia dello gnosticismo”, ricco di note e richiami bibliografici, è di non sempre facile lettura. Ma questo è il prezzo che si paga inevitabilmente per il rigore scientifico. E in un campo in cui il rigore a volte sembra non avere fatto presa, la ricchezza bibliografica di questo saggio risulta quanto mai apprezzabile. Come Rinaldi riferisce, il suo contributo è parte di un capitolo di un volume di imminente pubblicazione dal titolo “Cristianesimi nell'antichità”. Chi avrà letto il breve saggio qui presentato lo aspetterà con ansia.
Nel secondo contributo, Gaetano Lettieri (Università La Sapienza di Roma) affronta un aspetto molto specifico, addentrandosi nel conflitto intellettuale che vide contrapposti il filosofo neoplatonico Plotino ed alcuni suoi allievi gnostici. Fu una battaglia filosofica, quella che Lettieri descrive brillantemente, nella quale Plotino si impegnò stigmatizzando lo gnostico disprezzo dell’armonia e della bellezza sensibile. Memorabili in questo senso le sue parole: “Non si può, dunque, diventare buoni disprezzando il mondo, gli dèi che sono in esso e le altre cose belle”.
Il terzo contributo, di Graziano Biondi (Università di Urbino “Carlo Bo”), affronta la complessa figura di Basilide, filosofo gnostico dalle caratteristiche molto peculiari, che era già stato oggetto di un suo ponderoso saggio, certamente il più ricco e aggiornato sull'argomento, dal titolo: “Basilide. La filosofia del dio inesistente” (Manifestolibri, 2005). Oggetto di questo saggio, comunque, è in particolare il legame complesso e sottile tra il Nous di Basilide e il Logos di Giovanni.
Infine, nell'ultimo saggio, Claudio Bonvecchio (Università dell’Insubria di Varese), affronta con la consueta brillantezza un argomento che a prima vista potrebbe apparire come una contraddizione in termini: il complesso rapporto tra gnosi e politica. In realtà, Bonvecchio mostra con chiarezza che il rifiuto del mondo da parte degli gnostici si è sviluppato lungo due direttrici principali: quella ascetica di chi, rifiutando il mondo, lo rifugge rinchiudendosi in una sfera intimista e spirituale, e quella libertina e rivoluzionaria che manifesta il rifiuto del mondo combattendone le regole e facendosi così portatrice di pulsioni rivoluzionarie. Il saggio di Bonvecchio termina con l'acuta analisi dell'opera di recupero della Gnosi da parte di due grandi intellettuali del calibro di Hermann Hesse e Carl Gustav Jung.
Raramente una raccolta di contributi nata dagli atti di un convegno risulta di così piacevole e stimolante lettura.

Marco Rocchi

giovedì 29 marzo 2012

IL RITO DI MISRAIM

Gli Statuti del Rito di Misraim del 1818

In questo link, il classico "Misteri del Rito di Misraim - Origini degli Arcana-Arcanorum" di Denis Labourè:

sabato 17 marzo 2012

LA POLEMICA TRA ROBERTO ARDIGO' E LA MASSONERIA

Roberto Ardigò (1828-1920)

Roberto Ardigò, filosofo positivista, fu nel 1903 protagonista di un acceso attacco contro la Massoneria, cui rispose con un editoriale altrettanto acceso la Rivista della Massoneria Italiana.
Riportiamo di seguito l'intera polemica, con l'attacco di Ardigò, la replica della Massoneria e la controreplica del filosofo; si evidenzia, a latere, l'immancabile intromissione della Chiesa, combattuta tra la consueta antimassoneria e l'odio nei confronti di Ardigò, reo di essere un ex sacerdote spretato:

http://www.box.com/s/1f525d45e52bdcd18755

lunedì 12 marzo 2012

"MEMORIE DI UN MASSONE" DI NICOLA MARDARCE



Nicola Mardarce, Memorie di un Massone, Bastogi Editore, 2012 (€.15,00)


Nicola Mardarce, lo apprendiamo dalla notizia in quarta di copertina, è uno pseudonimo dietro il quale si cela un avvocato romano di media età, di madre ebrea e padre protestante; già docente universitario in Italia e all'estero, ha all'attivo oltre 100 saggi giuridici di diritto e storia della Chiesa antica. Sarebbero dati sufficienti a permetterne, senza troppi sforzi, l'identificazione. Ma a che pro? La sua storia è sincera, persino – in qualche tratto – fino alla sgradevolezza che a volte accompagna la sincerità.
Perché Mandarce è trasparente, e con questa trasparenza racconta la sua storia – che potrebbe essere quella di qualunque massone – entro una non meglio identificata Obbedienza.
“La Massoneria vista dall'interno” è il sottotitolo del libro, con l'intento, dichiarato, di fare da controcanto al libro di Maurice Caillet “Io ero massone” (un libro che, sia detto per inciso, disonora ben più il transfuga che l'Istituzione cui egli dichiara di essere appartenuto; e non per il “tradimento”, ma piuttosto perché Caillet dimostra di non aver compreso nulla degli insegnamenti ricevuti).
Ma Mardarce non polemizza con l'ex massone francese; semplicemente, racconta la sua esperienza massonica, ben più coerente e consapevole di quella di Caillet.
E lo fa con grazia e con ironia, e a tratti quasi con britannico distacco, comunque ponendosi fin dalla premessa un obiettivo chiaro: “Non è mia intenzione convincervi delle mie ragioni né difendere la massoneria ove non tutto è rose e fiori, al pari di qualunque aggregazione di esseri umani. Desidero soltanto ripristinare l'obiettività”.
Un libro rivolto quindi, se ne deduce, ai profani, i quali però non troveranno risposte a curiosità morbose: non segreti rivelati, non rituali violati, ma il racconto autobiografico di un avvincente cammino iniziatico.
Rivolto ai profani si diceva; ma non solo, e certamente molti massoni lo leggeranno con un certo godimento.


                                                                                                  Marco Rocchi